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8 août L'apprendistatoCiao a tutti, aggiungo questo post in quanto credo che ci sia poca informazione rispetto a questo argomento. Il contratto di apprendistato è da molti visto come qualcosa di strano e poco comprensibile rispetto ad un contratto normale, mentre esistono molti punti in comune che giocano anche a favore dei dipendenti che vengono inseriti con questo tipo di contratto (soprattutto se di giovane età). Come al solito resto a disposizione per eventuali domande! Un saluto a tutti.
L’apprendistato: domande e risposte
Il contratto di apprendistato: termini, condizioni, durata e diritti previdenziali. L’apprendistato è un rapporto di lavoro a causa mista, ossia è un contratto in cui la componente formativa ha una parte rilevante (vd. Sentenza Cass. n. 6787/2002). La prima regolamentazione dell’apprendistato risale al 1955 (L. n. 25/55), il contratto è stato poi rivisto nel 1987 dalla Legge n. 56/87 e infine più recentemente nell’articolo 16 della legge n. 196/97. L’ultimo intervento legislativo, nel 2003 (D.Lgs. n. 276/03), ne ha trasformato profondamente gli aspetti formativi e contrattuali suddividendo l’apprendistato in tre diverse tipologie: 1) l’apprendistato per il conseguimento del diritto-dovere all’istruzione, che costituisce uno dei canali previsti dalla riforma del sistema di istruzione per assolvere al diritto-dovere alla formazione fino a 18 anni (L. n. 53/03); 2) l’apprendistato professionalizzante, che ha come obiettivo il conseguimento di una qualificazione attraverso la formazione sul lavoro e l’apprendimento tecnico professionale; 3) l’apprendistato per il conseguimento di un diploma o per percorsi di alta formazione. Chi può assumere con contratto di apprendistato ? Possono assumere apprendisti i datori di lavoro di qualunque settore produttivo. Il numero degli apprendisti sul totale dell’organico dell’impresa non deve superare il 100% del personale qualificato, mentre deve essere pari a non più di 3 nelle imprese che hanno fino a 3 dipendenti qualificati o specializzati. A chi si applica ? L’apprendista deve avere un’età compresa tra i 16 e i 24 anni. L’età massima è elevata a 26 anni per le assunzioni in particolari aree geografiche (Obiettivi 1 e 2 stabiliti dalla Commissione Europea) e per i portatori di handicap; nel settore artigiano e per qualifiche ad alto contenuto professionale i contratti nazionali possono elevare il limite di età fino a 29 anni. Quale è la durata del contratto di apprendistato? La durata del rapporto di lavoro è fissata dai contratti collettivi, sempre però entro i limiti stabiliti dalla legge: almeno 18 mesi e un massimo di 4 anni, fino a 5 anni nel settore artigiano. I periodi di apprendistato prestati presso più datori di lavoro, si cumulano ai fini del computo della durata massima dell’apprendistato, purchè non separati tra loro da interruzioni superiori all’anno e si riferiscano alle stesse attività produttive. Può essere concordato tra le parti un periodo di prova, che sarà regolato dall’articolo 2096 del codice civile e che non potrà superare la durata di massimo 2 mesi. Come avviene la formazione durante il contratto di apprendistato? La formazione dell’apprendista dovrà essere effettuata all’esterno dell’impresa presso Centri di Formazione Professionale che dovranno poi certificare l’avvenuta formazione e il livello di formazione raggiunto. Il collegamento tra l’apprendistato sul luogo di lavoro e la formazione esterna è reso possibile dalla presenza di un tutore. E l’orario lavorativo? L’orario lavorativo dell’apprendista non potrà superare le 8 ore giornaliere e le 44 ore settimanali. Ciò vuol dire che le ore di straordinario, previo consenso del lavoratore in quanto facoltative, potranno essere effettuate per un numero massimo di 4 ore settimanali non collegate al normale orario di lavoro non essendo possibile, per legge, prolungare oltre le 8 ore l’attività giornaliera. Le ore di insegnamento teorico complementari, previste dalla legge come obbligatorie, sono considerate a tutti gli effetti ore lavorative e computate nell’orario di lavoro. E’ fatto espresso divieto per gli apprendisti di prestare attività lavorativa nelle fasce orarie notturne dalle ore 22.00 alle ore 6.00. Quali sono i diritti previdenziali dell’apprendista? 1) I contributi previdenziali che il datore di lavoro deve versare sono ridotti rispetto a quelli degli altri lavoratori dipendenti. Per favorire la stabilizzazione del rapporto di lavoro l’apprendista beneficia di agevolazioni contributive per l’anno successivo al giorno dell’assunzione a tempo indeterminato 2) Infortunio e malattia professionale: In base alla normativa vigenti sono tutelati tutti quei lavoratori appartenenti alle categorie per le quali è previsto l’obbligo di tale assicurazione 3) Malattia: Non è prevista l’indennità economica di malattia per i periodi di assenza dal lavoro ma solo le prestazioni di assistenza sanitaria generica, specialistica, ambulatoriale, farmaceutica, ospedaliera, ostetrica. 4) Maternità Spetta, senza alcun requisito minimo contributivo, la indennità di maternità obbligatoria facoltativa. L’apprendista ha diritto agli assegni familiari. 5) Disoccupazione Non è prevista l’indennità di disoccupazione in quanto non viene versato il relativo contributo. Per chi vuole approfondire l’argomento: Circolare Ministeriale del 25/01/2006, n.2; Circolare Ministeriale del 15/07/2005, n.30; L. 14/05/2005, n.80, art. 13 comma 13 bis; D.Lgs.n. 276/2003, art. 47-53; Circolare Ministeriale del 14/10/2004, n.40. A cura della Dr.ssa Filomena Ianniciello. La Dott.ssa Filomena Ianniciello è laureata in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Per qualche anno ha svolto l’attività di consulente legale su tematiche relative agli aspetti normativi del diritto del lavoro e del diritto amministrativo. 18 juillet Una ricerca da professionisti (parte2)Cominciamo dal cv… A) GLI ALLEGATI B) I RECAPITI C) I BUCHI D) LE SBRODOLATURE E) GLI EXTRA …e passiamo alla lettera di presentazione Tutti vi diranno che è indispensabile, anche noi. “Vi invio il mio cv nella piena convinzione di poter agevolare la vostra ricerca” Ricapitolando, originali sì, ma non a tutti i costi: non paga. 3) La ricerca delle opportunità di stage Quando cominciare la ricerca di uno stage? Prima. Prima di che? Prima che la ricerca diventi troppo affannosa e che vi lasci troppo tempo nullafacenti nell’attesa di trovarlo. Specie se volete fare uno stage per scrivere la vostra tesi di laurea, non è mai troppo presto. Durante l’anno Un’altra occasione di reciproca conoscenza diretta può essere la testimonianza di un manager aziendale all’interno di qualcuno dei vostri corsi oppure la presentazione dell’azienda in una delle giornate dedicate dal vostro ateneo agli scambi con il Mondo del lavoro. Tenetevi pronto un bel cv dove avrete specificato i vostri interessi e la vostra disponibilità, e, alla fine dell’intervento, chiedetegli a chi potete indirizzarlo: nell’80% dei casi ve lo chiederà subito e se lo porterà via con sé. Una fonte permanente di informazioni che potete consultare a piacimento sono le guide per gli studenti tipo directory (es. “Dall’Università all’Azienda “ di ACTL) che trovate in libreria o in edicola ed i siti web delle Aziende (di solito www.nomeazienda.it o .com). In queste vetrine non solo avrete informazioni sul settore, sulla organizzazione e i prodotti dell’azienda ma anche indicazioni sulla loro politica di assunzione e di stage: le lauree/diplomi e i profili (caratteristiche personali e attitudini) richiesti, tipologia di selezione (individuale o di gruppo, test, ecc.), disponibilità ad accogliere stagiaire. Un mese prima 4) Il contatto Risposte e non-risposte Inizia la selezione Le prove Prima del colloquio Durante il colloquio 16 juillet Per gli amici e le amiche di PalermoCiao a tutti se siete interessati al mondo delle risorse umane vorrei farvi presenti questa ricerca di un/a recruiter a Palermo. Fatemi sapere!
13 juillet Una ricerca da professionisti (parte1)Buongiorno a tutti, aggiorno dopo un pò di tempo il blog con questo estratto che ritengo utile per quello che possiamo definire un "bilancio Individuale", cioè la capacità critica di analizzare con obiettività le proprie conoscenze e competenze, per rendervi più consapevoli dei punti di forza e di debolezza e saperli sfruttare durante la compilazione di un CV o un colloquio individuale, prim di entrare nel mondo del lavoro....buona lettura della Parte 1!
Ora siete proprio pronti per affrontare uno stage: non vi resta che trovarlo! Vi serve quindi un piano d’azione ben fatto: lasciate il meno possibile al caso e alla fortuna e siate voi stessi artefici del successo dell’operazione. Perciò concentrate i vostri sforzi sui seguenti step: 1) Il bilancio individuale MAPPA DI ALCUNI FRA I PRINCIPALI COMPORTAMENTI RICHIESTI IN AZIENDA
2) La stesura del cv e della lettera di presentazioneNon è nostra intenzione darvi in questo capitolo le regole d’oro da seguire per redigere un buon curriculum o una efficace lettera di presentazione. Se proprio volete indicazioni precise, ci sono ormai in libreria molti testi specializzati che potrete consultare. Una preghiera: non prendete mai tutto come oro colato, leggeteli sempre con una buona dose di spirito critico e interpretateli alla luce delle vostre esigenze. 7 juin IL CONTRATTO DI LAVOROConsigli Utili - Il contratto di lavoroCiao a tutti, questo intervento vuole essere un supporto per prepararsi meglio alla fase finale di un colloquio. E' una fase delicata che spesso e volentieri viene appena accennata e poco approfondita, ma che in realtà ha un valore assoluto perchè da questo può dipendere almeno la metà della soddisfazione che serve per accettare un contratto di lavoro: la fase della contrattazione o negoziazione.
La negoziazione è un dialogo tra due parti che hanno, ciascuna, i propri obiettivi da raggiungere. Sono ruoli di uguale importanza, e anche se l’azienda sembrerebbe avere il potere decisivo, è importante non sentirsi alla mercé dell’altra parte: come aspiranti al posto dovete avere ben presente il valore delle vostre competenze ed esperienze, soprattutto, durante la negoziazione. L’altra parte in questione, il responsabile della negoziazione per l’azienda, sa che ha molto da perdere se alla fine le condizioni presentate non dovessero essere accettate. In ogni caso, due sono gli elementi che dovrete imparare a gestire durante la trattativa: l’insicurezza e la fretta. È pertanto importante presentarsi alla negoziazione su un piano di parità con l’interlocutore. Una buona negoziazione richiede la capacità di condurre una discussione aperta e la disponibilità a fare concessioni, da entrambe le parti, e al tempo stesso richiede molta concretezza. Alla negoziazione bisogna presentarsi preparati e sicuri e uno degli elementi che concorre a sentirsi fiduciosi nelle proprie mosse è l’elemento informazione. In tal senso dovrete essere informati su cosa prevede il contratto che vi è stato proposto, sulle politiche retributive aziendali e su quegli elementi di cui abbiamo discusso nei paragrafi precedenti. È necessario altresì sapere che cosa si vuole veramente negoziare e qual è il proprio obiettivo di minima e di massima. Non tutti gli elementi che entrano in gioco nella negoziazione hanno pari importanza per voi: scegliete quindi quelli sui quali volete veramente ottenere qualcosa di diverso. Il segreto dell’esito della negoziazione starà nella scelta delle vostre priorità: in che cosa siete disponibili a cedere e in che cosa invece no? Soprattutto, non pensiate che tra gli elementi negoziabili rientri solo la retribuzione: questa è solo una delle variabili in gioco e sulla bilancia dovete mettervi tutto. In ogni caso, nell’ambito della negoziazione è sempre un errore considerare l’altro come avversario e porsi in un’ottica troppo rigida o difensiva: l’altra persona non è un avversario da sconfiggere ma un alleato col quale trovare accordi di reciproco interesse, verso un comune obiettivo. Discutere di remunerazione è generalmente il punto più conflittuale, ma spesso le discussioni si limitano al salario in sé anziché ad altre forme retributive indirette che possono compensare eventuali carenze in tal senso.Tra questi rientrano per esempio gli incentivi in funzione dei risultati, la partecipazione ai benefici della società, formazione, aiuti per la prima casa, automobile, assicurazione, periodo di prova, clausole di non concorrenza ecc. Elementi che possono rientrare nella negoziazione: -Luogo di lavoro -luogo di residenza -durata del contratto (determinato, indeterminato ecc.); -tipo di contratto -periodo di prova -posizione e responsabilità -obiettivi professionali -sistema di valutazione basato sul conseguimento di obiettivi -necessità di viaggiare -remunerazione: fissa (lordo annuo), variabile (% sul fisso) -partecipazione nei risultati -forma di pagamento ai fini fiscali -benefits societari -spese di trasferta e modalità di rimborso -possibilità di mantenere collaborazioni esterne -clausola di non concorrenza (ambito professionale,geografico, durata, controvalore economico). Ribadisco a tutti la mia disponibilità a rispondere a domande, dare informazioni o supporto tecnico per qualsiasi richiesta che riguardi la sfera lavorativa ed impiegatizia, dalla ricerca di lavoro, alla lettura di una busta paga, dalla destinazione del priprio TFR, all'apertura di partita IVA. La mia e-mail la conoscete: aschiavo@psicologodellalvoro.it 10 mai Carta giovani <26AH mi sono dimenticato di dirvi che ho aggiunto nell'Elenco ho aggiunto un link al sito dove trovare informazioni e sottoscrivere la CARTA GIOVANI<26, che da diritto a sconti e agevolazioni un pò su tutto (mostre, cinema, negozi, viaggi etc.) Visitatelo se non ce l'avete già! Io ormai purtroppo ho già dato! TestCiao a tutti, tra le mie costanti ricerche in internet ho scoperto questo articolo pubblicato su un sito internet specializzato, che invita a partecipare alla ricerca sul Benessere psicologico e resistenza allo stress. Vi riporto l'artico così come pubblicato e vi invito a compilare almeno uno di questi test. Poi se volete ci possiamo confrontare al solito indirizzo e-mail aschiavo@psicologodellavoro.it ! A presto! a) Vuoi misurare il tuo stato di salute inteso come benessere psicologico? Compila La Scala del Benessere Psicologico (Ryff, 1989, validazione italiana di Ruini et al. 2003). Questi test sono resi disponibili dal gruppo di studio in psicologia dell'emergenza dell'Università di Bologna. Sono test validati scientificamente, ma non forniscono una diagnosi, per la quale è sempre necessario rivolgersi a uno psicologo.
Le vostre risposte servono a far progredire gli studi in questa disciplina: compilateli con accuratezza. Previsioni su occupazione in ItaliaCari amici, ho inseriti nella sezione Elenco personalizzato, un link che fa riferimento ad uno studio compiuto da Manpower sulle previsioni di occupazione in Italia per il 2007. La ricerca e' differenziata per aree geografiche e settori, e mette a confronto la realta' italiana con alcuni scenari internazionali, europei e mondialiLa ricerca e' differenziata per aree geografiche e settori, e mette a confronto la realta' italiana con alcuni scenari internazionali, europei e mondiali.
I datori di lavoro italiani vedono il secondo trimestre del 2007 con cauto ottimismo:
Attendo reazioni ed eventuali discussioni!as 16 avril Aggiornamento 2Buongiorno a tutti, sono stati inseriti Rss di altre regioni (Lazio, Campania, Sardegna e Sicilia).
Se avete altre richieste più specifiche sono sempre a disposizione all'indirizzo di posta aschiavo@psicologodellavoro.it o direttamente qui sul bolg! 12 avril Novità aggiornamento BlogNOVITA'
Ciao a tutti, ho aggiunto i feed rss da www.infojobs.it canale di ricerca di lavoro molto conosciuto, riguardo le regioni di Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Se ci fossero richieste da altre regioni fatemelo sapere che provvedo ad aggiungerne.
Ricodo a tutti che sono sempre a disposizione per eventuali richieste ed informazioni sul mondo del lavoro all'indirizzo aschiavo@psicologodellavoro.it .
Fatevi sentire!!! Non siate timidi!!! I CV cestinatiCome sono i curriculum che vengono cestinati?Quando passano giorni e a volte settimane senza notizie del curriculum che abbiamo inviato per un’offerta di lavoro, molto probabilmente non era adeguato al profilo richiesto ed è finito nel cestino. Sì, so che è duro, ma bisogna farsene una ragione, o tu non butti mai niente? Il curriculum è la “porta” che apre il cammino all’autentico processo di selezione, ossia alle prove ed a ciò che è più importante: il colloquio di lavoro. Per questo, e nonostante esistano molte forme di raccontare la tua storia e la maggior parte serve a fare in modo che si tenga presente per arrivare ad un appuntamento e ad un colloquio o, che è lo stesso, a diventare un CANDIDATO. QUESTE SONO ALCUNE RACCOMANDAZIONI DI BASE Raccomandazioni generali: SÌ
NO
Pertanto i curriculum che non arriveranno ad ottenere un colloquio come risposta, sono quelli che:
Tutto questo si traduce nei seguenti consigli: Sii chiaro, breve, completo, onesto, coerente e aperto. Come sono i curriculum che vengono cestinati? - di Miquel Bonet, estratto dal Cap. IV del libro “Búscate la vida” Pubblicato dalla Casa Editrice Universitaria Ramon Areces. CV praticoConsigli pratici per ottenere un buon curriculumHai deciso di cominciare a cercare un nuovo lavoro e non sai nemmeno come fare i primi passi. Prima di cominciare a guardare le offerte hai bisogno di un buon curriculum affinché le aziende pensino a te come un futuro lavoratore Un buon CV non cade dal cielo, hai bisogno di definire i tuoi obiettivi e di scriverli in modo ordinato per ottenerlo. Qui ti diamo 5 punti indispensabili per sviluppare il tuo curriculum. Dove vuoi arrivare, che lavoro stai cercando? Prima di lanciarti a navigare in Internet, rifletti: Che tipo di lavoro sto cercando? Cerca di essere il più preciso possibile. Le tue priorità determineranno il tipo di curriculum da scrivere. Se riesci a definire il lavoro da ottenere avrai già fatto molta strada perché potrai mettere in risalto i dati che più interessano all’impresa. Anche se sai già qual è il settore lavorativo in cui vuoi lavorare, perdere cinque minuti precisando i tuoi obiettivi è tempo guadagnato. Non scrivere per te, ma per chi leggerà il tuo curriculum Il direttore, il reclutatore, la persona che leggerà il tuo curriculum cerca un candidato con un’esperienza lavorativa determinata, degli studi specifici ed un modo di essere molto concreto ancor prima che il tuo CV giunga nelle sue mani. Devi redigere il tuo curriculum in modo che metta in evidenza i punti della tua storia lavorativa che fanno di te la persona che stanno cercando. Quanto più in alto miri, tanto più alto sarà il numero di concorrenti che avrai. Non ingannarti, dei venti o trenta curriculum che il reclutatore ha sul tavolo, ce ne saranno quattro o cinque che gli interessano ed uno di quelli deve essere il tuo. Quando scrivi il tuo curriculum pensa a quella persona, al posto da ottenere ed alle abilità da dimostrare per ottenere quel lavoro. Seleziona i dati che appariranno nel tuo curriculum Il reclutatore non vuole conoscere tutti i posti in cui hai lavorato, vuole sapere solo ciò che ti rende particolarmente preparato per il posto che lui ha a disposizione nell’impresa. Non cominciare il tuo curriculum partendo dal primo lavoro della tua vita. Metti in luce le conoscenze e le abilità che gli dimostrino il tuo valore come candidato al posto di lavoro. A volte, meno significa più. Della tua esperienza totale mostra al reclutatore le caratteristiche che fanno di te il candidato ideale. Dì al reclutatore quello che vuole ascoltare Sei in epoca di esami, per prendere un dieci sai cosa vuole leggere il professore e lo scrivi nell’esame. Quando fai il tuo curriculum dovrai fare la stessa cosa. Vuoi il voto migliore, quindi scrivi quello che il reclutatore vuole ascoltare. Se non lo fai tu, qualcun altro lo scriverà ed otterrà il posto. La maggior parte della gente scrive il suo curriculum senza pensare a cosa vuole il reclutatore, scrivono per sé stessi, per un amico o per la famiglia. Il curriculum non è la storia della tua vita, è il testo in cui qualcuno vedrà se sei valido per un lavoro oppure no. Se la persona che legge il tuo curriculum non trova ciò che cerca nella prima metà della prima pagina, smetterà di leggerlo. Metti in risalto la parte della tua esperienza che ti porterà al colloquio, non mettere i dati a caso. Se vuoi suscitare interesse, focalizza. Scrivi tutto ciò che il reclutatore vuole sapere in ordine di importanza, non in ordine cronologico. Fai un curriculum facile da leggere Con venti o trenta curriculum sul tavolo il reclutatore non ne leggerà nessuno completamente. Al massimo darà un’occhiata alle prime due linee di ogni paragrafo e certamente non troverà quello che cerca perché queste informazioni si trovano quattro righe più sotto. Cambia sistema. Riassumi in due righe ogni dato che vuoi mettere in evidenza. Lo chiameremo sistema a frecce. Un reclutatore dà una prima occhiata al curriculum in venti secondi. Per leggere un paragrafo ne ha bisogno di sessanta. Con due righe guadagna tempo, ma può perdere sostanza. Scrivendo la tua esperienza in sette o otto frecce, avrai messo in risalto i dati che il reclutatore vuol leggere e sarai in cammino verso il colloquio. 26 mars Inviare un CV via e-mailCari amici, altri preziosi consigli ritagliati qua e là dalla rete. Scusate l'assenza prolungata ma sono stato impegnato in attività extralavorative e ho avto poco tempo da dedicare al blog. Ricordo a tutti il mio indirizzo mail a cui rivolgersi per consulenze gratuite (aschiavo@psicologodellavoro.it) o richiedere informazioni più dettagliate sul mondo del lavoro, dove cercare le proposte migliori, come e quando fare stage o master, accettare o meno proposte di lavoro diverse etc. mi raccomando fatevi sentire e spargete la voce!Proposta: poichè il blog è aperto a tutti, se vi serve sapere nella vostra città le novità di rilievo nel campo del lavoro (offerte, proposte, corsi di formazione, o master), o avere contatti con enti locali e/o associazioni per tirocini universitari o stage aziendali, fatele qui! Vi aggiornerò con RSS quotidianamente. Mi attiverò personalmente per facilitare o indirizzare a sportelli o servizi utili. A presto!as Invia il tuo curriculum per e-mailLe Nuove Tecnologia hanno aperto nuove strade per far conoscere la propria impresa. Puoi iscriverti ad una borsa di lavoro o inviare il tuo CV per e-mail alla società. Ti spieghiamo come fare quest’ultima cosa nel miglior modo possibile. Che stile deve avere il documento? Prima di tutto, redigi un documento semplice e chiaro. Il reclutatore avrà una montagna di carte sul tavolo e dedicherà pochi minuti dando un’occhiata e trattenendo solo quelle che più gli interessano. Se il tuo CV è troppo denso e complicato, probabilmente non verrà nemmeno letto e sarà subito scartato. Inserisci le informazioni in ordine di importanza e struttura il documento affinché i tuoi punti forti vengano notati a prima vista. Per questo puoi utilizzare le diverse risorse tipografiche che ti offrono i programmi per l’elaborazione di testo. File allegato o nel corpo dell’e-mail? Dinanzi a questo dilemma le opinioni sono diverse. Alcuni reclutatori preferiscono che il CV si possa leggere nel corpo stesso dell’e-mail. La ragione fondamentale è che in questo modo non si espongono al rischio di ricevere virus attraverso la posta elettronica. Nonostante ciò la maggioranza preferisce presentare il CV in un documento allegato. I motivi sono diversi:
Che frase metto all’ “Oggetto”? È importante investire un po’ del proprio tempo a pensare alle parole da utilizzare per l’oggetto. A seconda del caso concreto, fai quanto segue:
Prima di premere ‘Invio’
17 février Errori che possono rovinare il tuo CVCiao a tutti questo post fornisce preziosi consigli per evitare alcuni errori che possono sembrare banali ma che vi assicuro fanno perdere credibilità agli occhi di chi li legge. Utilissimo consiglio se spedite il Cv ad una azienda firmatelo sempre e non lasciate semplicemente il vostro nome stampato in calce, serve per personalizzare la vostra presentazione. Cercate sempre di cercare informazioni sull'azienda a cui state inviando il vostro Cv, per adattarlo al meglio. Investite sempre un pò più di tempo per preparare il tutto, controllate errori di ortografia e di impaginazione, non siate troppo prolissi ma nemmeno troppo concisi, prevedete sempre e-mail o cell dove poter essere contattati ed eventualmente l'orario (tenete presente che anche i responsabili di selezione hanno degli orari di lavoro!). Attendo vostre opinioni o domande!Ricordo che se volete ulteriori chiarimenti o state scrivendo il vostro Cv potete inviarmelo all' e-mail aschiavo@psicologodellavoro.it per eventuali modifiche o consigli!La maggior parte degli aspiranti ad un posto di lavoro realizzano i loro curriculum commettendo piccoli erroriAnche se a prima vista possono non essere visti, il responsabile della selezione del personale utilizzerà questi errori come scusa per eliminare il tuo CV. Ti spieghiamo gli errori più frequenti affinché tu possa tenerli presenti al momento di redigere il CV: Un curriculum deve adattarsi al destinatario Non dovrai disporre in ordine di importanza la tua esperienza lavorativa allo stesso modo se il CV è diretto ad un’agenzia pubblicitaria o a una caffetteria. Pertanto, non puoi elaborare un modello e farne cento fotocopie. Dedica un po’ più di tempo e pensa a quello che realmente può interessare l’impresa alla quale desideri mandare il CV. Fai in modo che la presentazione sia schematica I paragrafi lenti e lunghi annoiano il lettore e possono provocare la perdita di attenzione da parte del reclutatore. Sintesi Sintetizza al massimo tutte le informazioni in modo da non superare i tre fogli. È preferibile riassumere i dati in uno o due fogli. Revisione Controlla il testo tutte le volte che reputi necessarie e cerca di fare in modo che non ci sia nemmeno un errore ortografico né sintattico. Questi errori fanno una cattivissima impressione alla persona che legge. Linguaggio Utilizza vocaboli precisi ed un linguaggio chiaro, conciso e concreto. Non utilizzare parole troppo tecniche e ricercate che possono dare di te un’immagine petulante che non ti conviene. Selezione Elimina le informazioni irrilevanti. Per esempio, indicare che hai fatto la Scuola Media quando stai studiando una carriera universitaria è un’ovvietà. Immagine Elabora i curriculum al computer. Utilizza una buona carta e stampali con qualità. Alcuni responsabili di RRHH consigliano di usare fogli di colori diversi dal bianco perché è una forma di risaltare rispetto agli altri. Sincerità Non mentire, ma non citare informazioni che non ti favoriscono. Se il tuo curriculum viene selezionato, nel colloquio personale ti verrà chiesto soprattutto ciò che appare in esso. In questo caso, se hai incluso dati falsi, non è certo una buona cosa per te. Tuttavia, l’intervistatore non può chiederti nulla su qualcosa che ignora. Semplicità Non sovraccaricare il disegno del curriculum. Deve essere soprattutto un documento funzionale, pertanto preparalo nel modo più semplice possibile. Applica tutti questi consigli in modo generale nel curriculum. Ti raccomandiamo di dividere le informazioni nei classici paragrafi: dati personali, studi, esperienza, lingue e informatica e hobby. Per questo aspetto c’è una certa flessibilità, cioè, puoi aggiungere qualche paragrafo se disponi di informazioni estese. Generalmente è nella parte relativa all’”esperienza” che si commette la maggior parte degli errori. Ti annotiamo quelli più comuni per non cadere in essi. Ordine Non ordinare i posti di lavoro che hai occupato cronologicamente ma in ordine di importanza. Evita di menzionare lavori che non hanno nessun significato per il profilo per il quale hai inviato il curriculum. Tieni presente che ci sono lavori che, anche se non hanno direttamente nulla a che vedere, richiedono persone con qualità simili. Per esempio, sia per una commessa che un/a rappresentante è importante il rapporto con il cliente e l’esperienza in vendita. Logica Non lasciare spazi bui nella tua biografia. Fai in modo cioè che non ci siano periodi in bianco ingiustificati. È sicuro che se arrivi al colloquio ti domanderanno il perché di questo tempo di vuoto. Cerca di non focalizzarti sugli incarichi ma fallo sui risultati dei progetti che hai svolto (se sono positivi). 5 février Il tuo Curriculum VitaeQuesto primo post suggerisce quali informazioni potrebbero essere più importati e utili ai fini di una selezione da inserire in un CV. Alcuni suggerimenti sono a mio avviso interessanti, su altri si potrebbe discutere.Quali informazioni sono utili per il tuo CV?Presto o tardi arriva il momento di mettersi davanti allo schermo del computer per scrivere quello che tutti ti hanno detto che si chiama curriculum Nella maggior parte dei casi, persone che, come te, redigono il loro primo CV non sanno qual è l’obiettivo di questo documento e, pertanto, si limitano a scrivere quello che tutti hanno detto loro che deve essere presente in questa pagina e mezza di testo. A cosa ti servirà il curriculum? Per venderti, per comunicare a chi lo legge che sei la persona di cui ha bisogno in un determinato posto della sua azienda. Ciò significa che ogni CV ha un destinatario concreto, ed ogni destinatario ha delle necessità diverse da qualsiasi altro. Per ora concentriamoci sugli aspetti generali, su quei dati che sempre sono interessanti per qualsiasi reclutatore. Informazioni personali come il tuo nome, la tua età o il modo più rapido per trovarti sono di obbligata presenza. Ora pensiamo al resto dei dati. Ti proponiamo di mantenere una struttura classica per presentare i dati. Questa, fondamentalmente, è composta da cinque parti che sono collocate nel modo seguente: Studi, Esperienza lavorativa, Lingue, Conoscenze Informatiche e Hobby. Puoi cambiare l’ordine dei fattori se credi, per esempio, che la tua esperienza è più importante dei tuoi studi. Questa decisione dipenderà dalle informazioni che hai dell’impresa e dall’importanza che pensi abbiano i tuoi studi per ottenere un lavoro. Quando descrivi gli studi che hai realizzato, colloca in primo luogo quelli che hanno una relazione diretta con il lavoro che desideri ottenere. Anche se hai studiato X con il migliore dei risultati, se vuoi arrivare a Z ma nessuno degli studi che hai effettuato ha relazione con questo lavoro, omettili e collocali dopo qualsiasi corso che ti avvicina al posto che vuoi ottenere. Nella parte relativa all’esperienza lavorativa togliti dalla testa l’idea di parlare del lavoro che hai fatto in estate dieci anni fa e che non ha assolutamente niente a che vedere con Z. Se vuoi essere informatico, non è consigliabile sprecare spazio spiegando che hai fatto la baby-sitter un’infinità di tempo fa. Con le conoscenze informatiche succede qualcosa di simile. Conviene concentrarsi sugli strumenti che ti saranno più utili per il lavoro al quale aspiri. Ma questo non vuol dire che un disegnatore cancelli da questa lista il WordPerfect. L’ultima parte, quella dedicata agli hobby, normalmente è la meno curata di questa lista mentre è importante come qualsiasi altro paragrafo del curriculum. Qui hai l’opportunità di dimostrare che sei un creativo, che hai capacità di decisione, che ti piace innovare o che sai lavorare in gruppo, per citare alcuni degli aspetti personali che possono interessare un reclutatore. Dopo aver redatto il curriculum, cerca qualche professionista del settore affinché ti scopra i suoi punti deboli. Anche se l’opinione di amici e familiari è sempre importante, non saranno loro a contrattarti. Se dopo aver letto ciò che hai scritto il professionista non dubita ad offrirti il posto, significa che hai fatto un buon lavoro. Perchè questo blog?
Dalla mia esperienza ho potuto constatare che l'approccio al mondo del lavoro, sia da parte di neo-diplomati o neo-laureati, sia da partedi chi nel mondo del lavoro già c'è ma vorrebbe ricollocarsi in una posizione differente, crea sempre parecchie difficoltà. Saper scrivere un buon Curriculum Vitae o sostenere un buon colloquio, sono ostacoli con cui tutti prima o poi ci si deve "scontrare", ma il modo migliore per farlo resta un'incognita. Esistono molti siti in cui chi meglio o chi peggio, riesce a dare suggerimenti, consigli, dritte (come vestirsi per presentarsi ad un colloquio, cosa omettere nel CV, come evadere le domande del selezionatore), ma hanno tutti la particolarità di essere molto generici e non essere aperti alle eventualità. Può succedere allora che ad un colloquio ti facciano una domanda a cui non eri preparato, e non sai come rispondere! Cosa fai? La soluzione è l'improvvisazione, spesso inefficace, grossolana, inconcludente. Questo blog nasce come contatto diretto tra i candidati chi effettivamente sostiene i colloqui e legge i CV, per avere una risposta puntuale e dettagliata sul proprio profilo e carattere che è unico e distinto da tutti gli altri, e a cui non tutti i suggerimenti generici possono andare bene. L'idea è che il blog prenda forma da un articolo di giornale, un vostro intervento, una domanda e sia aperto alle discussioni, sul tema del lavoro. Possono partecipare tutti, dal neo diplomato (o non ancora diplomato) o neo laureato, alla ricerca del sospirato "primo impiego", a chi nel mondo del lavoro c'è già ma vorrebbe ricollocarsi in una posizione migliore. I temi sono a carattere generale dalla sentita Legge Biagi, alla terribile riforma per il TFR, dai Co.Co.Pro. ai (beati loro!) T.I. (tempi indeterminati), buste paga, contrattualistica etc. Ci saranno dei siti suggeriti per la ricerca di lavoro, test per autovalutarsi e una bibliografia sul tema Lavoro. Sono disponibile anche con una mail diretta aschiavo@psicologodellavoro.it a fornire consulenze sul proprio CV, come scriverlo e/o impostarlo e come inviarlo, come prepararsi ad un colloquio "tecnico" o "conoscitivo", come affrontare le domande che creano perplessità e difficoltà.
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