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    July 18

    Una ricerca da professionisti (parte2)

    Cominciamo dal cv…

    A) GLI ALLEGATI
    Evitate l’elenco di tutti gli esami sostenuti con i relativi voti o le copie di tutti i diplomi o attestati rilasciati dalle scuole frequentate, dalla scuola serale di spagnolo al brevetto di salvamento. Non servono: il selezionatore si fida di quanto scritto nel vostro cv e semmai ve li richiederà in un secondo momento. Non fatelo perciò affogare subito nella carta. Ma se avete frequentato esami o corsi per specializzarvi in materie che sono attinenti il progetto di stage per cui vi candidate o avete tesine di ricerca su temi interessanti per la tipologia di azienda a cui state scrivendo, allora evidenziatelo nel cv e nella lettera con tutti i particolari del caso.

    B) I RECAPITI
    Siate precisi nei vostri dati anagrafici (e ricordatevi l’autorizzazione per il loro utilizzo secondo la legge 675/96 sulla privacy!). Mettete sempre tutti i vostri possibili numeri di telefono dove siete reperibili e l’e-mail address se ne possedete uno. Non fatevi marchiare e archiviare come “non risponde alle convocazioni, quindi non è poi così interessato!”

    C) I BUCHI
    Se ci sono buchi temporali fra una scuola e l’altra o fra lo studio e il servizio militare ecc., cercate di gestirli: non date nel cv l’impressione di avere perso tempo (specie se il fuoricorso all’università è dovuto ai piccoli lavoretti saltuari o alla mano che avete dato in famiglia per sostenere i vostri studi). Fate attenzione alle date, e intanto preparatevi valide argomentazioni alle domande che il selezionatore vi potrà porre nel colloquio.

    D) LE SBRODOLATURE
    Non sbrodolate e non lasciatevi andare al flusso coscienziale. Il cv non è una monografia su voi stessi: mettete tutte e solo le informazioni che vi rendono riconoscibili e diversi rispetto ai vostri coetanei ma senza inventare né ribadire che “non avete fatto xyz perché…..” . E soprattutto organizzate i dati in modo chiaro e per argomenti così da facilitare la lettura da parte del selezionatore (calcolate al massimo 5 minuti di lettura quindi non più di un paio di pagine).

    E) GLI EXTRA
    Non censuratevi sugli interessi extrascolastici. Specie per un neo-diplomato o neo-laureato che non ha altre competenze da offrire al di là dei propri studi, dire qualcosa in più della propria personalità lo aiuta a differenziarsi dai suoi simili. Ma non mettete per favore: “Amo la musica, i viaggi e il cinema”! Chi non lo fa, almeno fra i giovani? Specificate invece come e perché praticate uno sport o un hobby, soprattutto se intravedete che le caratteristiche necessarie alla sua pratica sono vicine alle qualità richieste dal contenuto dello stage che vi interessa. Ad esempio, se puntate ad un incarico nel commerciale dove contano le relazioni, la persuasione, la flessibilità e disponibilità, raccontate pure delle vostre esperienze di commesso, boy scout o volontario nella Crocerossa.

    …e passiamo alla lettera di presentazione

    Tutti vi diranno che è indispensabile, anche noi.
    L’esperienza diretta di selezionatori, però ci fa anche ammettere che è generalmente poco letta. Una contraddizione? Non proprio: in effetti questo strumento è poco letto perché, specie in Italia, mal fatto.
    In teoria può essere un valido aiuto nell’attirare l’attenzione del selezionatore sul cv che segue in allegato: è il suo promo, il trailer del film che viene dopo.
    Perciò evitate assolutamente la tentazione di strafare o gli eccessi di presunzione come è successo a questi giovani “ scrittori” di cui riportiamo le creazioni letterarie, rispettando, ovviamente, l’anonimato.

    “Vi invio il mio cv nella piena convinzione di poter agevolare la vostra ricerca”
    “Accettate la sfida che vi lancio e capirete perché”
    “Vi aspetto per un contatto o per un colloquio, non deludetemi”
    “Volete un cv in italiano ed uno in inglese? Curioso, non mi era mai successo. Comunque li mando entrambi anche se mi costa il doppio della fatica: ricordatevi che io non faccio niente per niente”.

    Ricapitolando, originali sì, ma non a tutti i costi: non paga.
    Piuttosto un breve testo che contenga gli elementi complementari al cv (e non sia la sua copia!) come il tipo di stage ricercato, la vostra mobilità geografica, la vostra disponibilità temporale (da quando a quando) e così via.
    Un consiglio: sia il cv che la lettera vanno sempre indirizzati all’ufficio indicato nell’offerta di stage che avete letto, aggiungendo il riferimento segnalato. Ma nel caso di una candidatura spontanea all’azienda, senza cioè rispondere ad un annuncio, la cosa migliore da farsi è inviare due cv: uno alla direzione del personale, l’altro alla linea ossia al manager responsabile del servizio dove vorreste fare lo stage. Questo/a signore/a, di professione non legge i cv tutto il giorno: perciò quando li riceve li legge attentamente e se li ritiene validi li segnala (di solito piuttosto insistentemente) ai colleghi del Personale rinforzando col suo interesse la vostra candidatura.

    3) La ricerca delle opportunità di stage

    Quando cominciare la ricerca di uno stage? Prima. Prima di che? Prima che la ricerca diventi troppo affannosa e che vi lasci troppo tempo nullafacenti nell’attesa di trovarlo. Specie se volete fare uno stage per scrivere la vostra tesi di laurea, non è mai troppo presto.

    Durante l’anno
    Cercate di andare ad almeno uno dei FORUM o CAREER DAY organizzati dalla vostra università o da altre istituzioni private, sia presso gli atenei che presso centri congressi pubblici: sono generalmente una buonissima occasione per conoscere le medie e grandi aziende che hanno programmi di inserimento per i giovani. Attenzione ad usare bene queste occasioni: non siate passivi e non mescolatevi alla massa di coloro che depositano il proprio cv allo stand come nella buca delle lettere. Cercate di parlare con uno dei responsabili del Personale o meglio ancora con un manager operativo lì presenti, di scoprire ciò che vi interessa di quell’azienda (ad esempio se c’è un momento dell’anno in cui si fanno stage, che tipo di stage offrono ed in quali aree, come si partecipa alle selezioni ecc.) e di cominciare a promuovere la vostra candidatura anche in quei pochi minuti a disposizione. Di solito i rappresentanti aziendali si appuntano, dopo avervi incontrato, qualche commento su di voi sul cv prima di archiviarlo e questo vi da qualche chance in più rispetto ad un invio postale.

    Un’altra occasione di reciproca conoscenza diretta può essere la testimonianza di un manager aziendale all’interno di qualcuno dei vostri corsi oppure la presentazione dell’azienda in una delle giornate dedicate dal vostro ateneo agli scambi con il Mondo del lavoro. Tenetevi pronto un bel cv dove avrete specificato i vostri interessi e la vostra disponibilità, e, alla fine dell’intervento, chiedetegli a chi potete indirizzarlo: nell’80% dei casi ve lo chiederà subito e se lo porterà via con sé.

    Una fonte permanente di informazioni che potete consultare a piacimento sono le guide per gli studenti tipo directory (es. “Dall’Università all’Azienda “ di ACTL) che trovate in libreria o in edicola ed i siti web delle Aziende (di solito www.nomeazienda.it o .com). In queste vetrine non solo avrete informazioni sul settore, sulla organizzazione e i prodotti dell’azienda ma anche indicazioni sulla loro politica di assunzione e di stage: le lauree/diplomi e i profili (caratteristiche personali e attitudini) richiesti, tipologia di selezione (individuale o di gruppo, test, ecc.), disponibilità ad accogliere stagiaire.

    Un mese prima
    Almeno un mesetto prima della vostra data ideale di inizio, invece, muovetevi alla ricerca delle offerte di stage.
    Oggi il panorama sta diventando ricco e variegato. Alcune università e scuole di specializzazione hanno anche un servizio apposito, detto Stage o Placement che raccoglie tutte le offerte di stage comunicate dalle aziende e le affigge presso una bacheca fisica o virtuale nel proprio sito internet o stampa in un bollettino poi diffuso agli studenti. Spesso questo servizio è organizzato in modo tale da raccogliere la vostra candidatura, archiviarla ed inoltrarla all’azienda che richiede un profilo con le vostre caratteristiche.
    Se la vostra Università non ne è dotata, sollecitate e sensibilizzate al problema la Presidenza e la Segreteria di facoltà. Nel frattempo potete rivolgervi ad altre strutture pubbliche o private con il patrocinio di organi provinciali o regionali come gli Sportelli Stage: qui potete lasciare il vostro cv ed essere ricontattati da loro in base alle offerte che lo Sportello riceverà dalle aziende.
    Infine, potreste approfittare di una recente novità: i siti internet italiani di società internazionali di e-recruiting, cioè di annunci on-line di ricerca di personale (ad es. jobpilot.it). Oltre a pubblicare offerte di lavoro, alcuni propongono anche quelle di stage e vi consentono di inoltrare via e-mail il vostro cv direttamente all’azienda senza nessun costo per questo servizio.
    In ogni caso, procedete anche all’invio di candidature spontanee selezionando un discreto numero di aziende o enti che vi interessano e che sapete aperte agli stage e inviate loro un cv per posta prioritaria, o meglio ancora per fax o e-mail.

    4) Il contatto

    Risposte e non-risposte
    Il vostro cv è partito da un paio di settimane e non avete avuto ancora risposta. Normale. Le aziende hanno tempi di reazione lunghi e a meno che non aspettassero proprio la vostra candidatura, non richiamano nel breve. Anzi non aspettatevi una risposta di cortesia scritta: in Italia questa pratica non è molto diffusa.
    Se volete, potete comunque telefonare all’ufficio del personale e chiedere se hanno ricevuto il vostro cv.
    Sappiate però che le probabilità di successo di una simile tattica non sono elevate. Otto volte su dieci riceverete una risposta del tipo “E’ sicuramente arrivato ed è già stato inserito nel nostro database di candidature. Se il suo profilo è interessante, non mancheremo di contattarla per un colloquio”.
    D’altronde le grandi aziende ricevono migliaia di cv all’anno: come volete che si ricordino di voi? Inoltre questa frase li toglie dall’imbarazzo di dirvi che non gli interessate, per ora almeno.
    Quindi, se volete giocare la carta del contatto telefonico diretto, siate più scaltri. Ad esempio: “Buongiorno, sono Mario Rossi. Mi scusi se la disturbo: qualche giorno fa ho inviato un mio cv per uno stage ma volevo segnalarvi che nelle prossime settimane sarò fuori città e vorrei perciò lasciarvi il mio recapito temporaneo”. Con simili accorgimenti, costringerete il selezionatore a tirar fuori il cv per aggiornarlo e a ridargli un occhio. Non si sa mai…
    Alcuni grandi gruppi invece, vi scriveranno inviandovi una loro scheda e chiedendovi di rispedirla compilata. In questo modo possono rendere la lettura e l’archiviazione dei dati dei cv più facile perché omogenea. Se la ricevete, affrettatevi perciò a rispedirgliela riempita con cura con tutte le informazioni richieste. Soprattutto non lasciate in bianco, né scrivete due frasi generiche negli spazi della scheda dove vi chiedono un bilancio o le criticità attraversate durante gli studi o le esperienze già fatte: quello che scriverete lì farà la differenza rispetto ad altrettante buone candidature.

    Inizia la selezione
    Quando l’azienda vi chiama per convocarvi ad una selezione, mostratevi disponibili e reattivi alle loro domande. Spesso il primo contatto telefonico è utilizzato come pre-selezione, e la breve intervista serve per cominciare a conoscervi e decidere se convocarvi o meno.
    Poi cercate a vostra volta di saperne di più sull’azienda e sullo stage proposto: eviterete viaggi a vuoto e perdite di tempo per voi e per loro, nel caso di opportunità non in linea con il vostro obiettivo e darete subito l’idea di essere una persona sveglia e determinata. Chiedete ad esempio il contenuto del progetto, la sede dove si svolgerà lo stage, la durata e l’impegno giornaliero richiesto (specie se avete vincoli di treni, pullman ecc.). Se vi sembra interessante, fermatevi qui e lasciate le altre domande che vorreste fare al colloquio che seguirà: non trasformate lo scambio in interrogatorio.

    Le prove
    Ancora una preghiera: arrivate puntuali alle selezioni; se bucate una gomma in autostrada o il vostro treno ha mezz’ora di ritardo, appena possibile avvisate. In ogni caso, se rinunciate a partecipare, fatelo sapere. I cv dei “missing in action” ossia di quelli di cui non si sa più niente, finiscono con buona pace nel cestino della carta straccia.
    Per quanto riguarda le prove, ogni azienda ha una prassi diversa.
    Potreste subire dei test di personalità, o per valutare le vostre capacità logico-numeriche (se volete prepararvi su questi ultimi ci sono alcuni libri in commercio con esercitazioni molto simili a quelle praticate dalle aziende).
    Potreste essere coinvolti in un assessment center: una serie di discussioni di gruppo e altre simulazioni individuali di casi aziendali per valutare il vostro potenziale.
    Potreste essere chiamati a svolgere prove pratiche per misurare la vostra conoscenza di una lingua straniera o di alcuni programmi di computer.
    In ogni caso, prima o poi, vi convocheranno ad un colloquio individuale con qualcuno del Personale e con il Tutor aziendale dello stage. Perciò preparatevi!

    Prima del colloquio
    Intanto il look: non travestitevi, ma siate in linea e armonici con l’ambiente. Più del 50% dell’impressione che farete si gioca sull’aspetto visivo (statisticamente provato).
    Avrete fatto il bilancio delle vostre attitudini e capacità (MAPPA pag….): siate pronti a parlare, se richiesto, dei vostri punti deboli ma sappiate argomentare in modo intelligente, ad esempio come pensate di poterli superare.
    Informatevi sull’azienda: nel colloquio dimostrerete di sapere di cosa parlano e potrete fare già domande di approfondimento.
    Se avete paura di cedere all’emotività, allenatevi facendo una lista delle domande che sicuramente vi porranno e di quelle che potrebbero farvi e provate a dare delle risposte.

    Durante il colloquio
    Ascoltate in silenzio ed attentamente. Quando prendete la parola, però, non subite stile zerbino: gestite i tempi e gli spazi dell’intervista. Non fate i timidi, ma neanche i gradassi vantando successi che non sapreste descrivere o altre proposte ricevute solo per metter fretta all’azienda.
    Ad un certo punto del colloquio provate a ricapitolare la situazione e attaccate con le vostre domande per sapere chi sarà il vostro tutor, il clima in azienda (ci sono molti giovani, altri stagiaire, ecc.), quali saranno nel dettaglio le vostre attività, se è prevista una formazione tecnica per il compito che svolgerete, un premio di stage…
    In conclusione, assicuratevi che il vostro messaggio di interesse per lo stage sia passato, ringraziate per il tempo dedicatovi e chiedete come pensano di procedere. Sarete voi a richiamare per avere una risposta o loro? Quando? ecc..

    July 16

    Per gli amici e le amiche di Palermo

    Ciao a tutti se siete interessati al mondo delle risorse umane vorrei farvi presenti questa ricerca di un/a recruiter a Palermo. Fatemi sapere!
    Recruiter
    Posti disponibili:
    1
    Zona di lavoro:
    Palermo. Sicilia
    Area lavorativa:
    Risorse umane
    Inserzionista:
    Zurich
    Data pubblicazione:
    13/07/2007
    Data scadenza:
    30/07/2007
    Testo annuncio:
    Il recruiter si occuperà in autonomia di pianificare e gestire l’intero processo, individuando le fonti di reclutamento più efficaci ed organizzando le interviste e gli assessment di selezione per l’inserimento dei nuovi commerciali, nelle agenzie Zurich di tutto il sud Italia.
    Il candidato ideale è in possesso delle seguenti caratteristiche:
    § Età compresa tra i 30 e i 45 anni;
    § Laurea in psicologia o ad indirizzo umanistico;
    § Esperienza significativa nel recruiting e nella selezione del personale, preferibilmente nell’ambito di progetti di potenziamento o di creazione di reti commerciali;
    § Capacità nella gestione e nell’ottimizzazione del proprio tempo;
    § Forte orientamento ai risultati
    § Disponibilità a frequenti spostamenti al sud.
    Informazioni aggiuntive:
    Contratto: Full Time, a progetto di un anno, rinnovabile per un secondo anno al raggiungimento degli obbiettivi affidati.
    Sede di lavoro: Palermo
    Indirizzo:

    www.cegos-search.it

    E-mail:
    Telefono:
    Fax:
    Riferimento:
    Sito web:

    www.jobespresso.it

    July 13

    Una ricerca da professionisti (parte1)

    Buongiorno a tutti, aggiorno dopo un pò di tempo il blog con questo estratto che ritengo utile per quello che possiamo definire un "bilancio Individuale", cioè la capacità critica di analizzare con obiettività le proprie conoscenze e competenze, per rendervi più consapevoli dei punti di forza e di debolezza e saperli sfruttare durante la compilazione di un CV o un colloquio individuale, prim di entrare nel mondo del lavoro....buona lettura della Parte 1!

     

    Ora siete proprio pronti per affrontare uno stage: non vi resta che trovarlo!
    E tanto nel caso in cui il vostro stage sia di orientamento quanto, e a maggior ragione, sia la chiave per una futura assunzione, dovete scegliere l’offerta e proporvi con la massima cura.

    Vi serve quindi un piano d’azione ben fatto: lasciate il meno possibile al caso e alla fortuna e siate voi stessi artefici del successo dell’operazione. Perciò concentrate i vostri sforzi sui seguenti step:
    • Il bilancio individuale
    • La stesura del cv e della lettera di presentazione
    • La ricerca delle offerte di stage
    • Il contatto con l’azienda.

    1) Il bilancio individuale
    Perché vi serve un’auto-valutazione dei vostri punti di forza e di debolezza, dei successi e degli insuccessi? Beh, perché un bilancio individuale fatto con criterio ed onestà faciliterà la stesura del cv, renderà la lettera di presentazione più efficace e il colloquio meno imprevedibile.
    Da un lato, infatti, conoscere i propri punti deboli e analizzare gli insuccessi aiuta a mettere in evidenza ciò che eventualmente manca per candidarsi ad un ruolo professionale. Una volta presa coscienza, è possibile lasciar perdere, ritenendo troppo faticoso il percorso di adattamento da compiere, oppure decidere di irrobustire la muscolatura debole nella palestra di uno stage.
    Dall’altro il bilancio consente di mettere in luce i punti forti, le proprie realizzazioni, i propri piccoli successi e ridà carica e fiducia in se stessi.
    Se volete fare questo esercizio, potete provare a riempire la griglia che trovate nella prossima pagina (fig1).
    Troverete una buona sintesi di quei comportamenti o capacità che vi saranno richiesti in azienda, alcuni in modo più spiccato per certi ruoli, ma complessivamente tutti importanti e attesi da voi.
    Un consiglio per rendere l’esercizio davvero efficace: completate lo schema impegnandovi soprattutto ad individuare e descrivere le situazioni dove avete dimostrato (successi) o vi hanno fatto difetto (criticità) quelle capacità.
    Questo autoritratto vi darà una mano sia per il cv che per il colloquio di selezione, come dicevamo.
    Gli esempi concreti, espressione dei vostri punti di forza che avrete già individuato, convinceranno molto di più il selezionatore di una noiosa e generica lista di qualità.

    MAPPA DI ALCUNI FRA I PRINCIPALI COMPORTAMENTI RICHIESTI IN AZIENDA

    Capacità

    PROBLEM SOLVING

    Definire con chiarezza i problemi individuando gli elementi essenziali e identificando le attività per risolverli nel miglior modo possibile con i minori costi.

    Situazioni

    Successi

    Criticità

    INIZIATIVA

    Essere positivi, offrire idee/soluzioni pertinentio ed originali a chi deve prender la decisione senza dover essere sollecitati, esprimere le proprie idee e le proprie opinioni.

     

     

     

    CAPACITÀ RELAZIONALI

    Saper ascoltare e mettersi nei panni altrui. Interagire con gli altri in modo costruttivo senza subire passivamente né essere aggressiviEssere positivi, offrire idee/soluzioni pertinentio ed originali a chi deve prender la decisione senza dover essere sollecitati, esprimere le proprie idee e le proprie opinioni.

     

     

     

    ORIENTAMENTO AL RISULTATO

    Saper individuare gli obiettivi rilevanti, definire le modalità per raggiungerli, fare il posiisbile per arrivare al risultato senza lasciarsi frustare dalle difficoltà/ostacoli.

     

     

     

    ORGANIZZARE IL LAVORO

    Fare un piano d’aziene per raggiugere i propri obiettivi fissando le scadenze, le risorse da utilizzare, le persone da coinvolgere.

     

     

     

    2) La stesura del cv e della lettera di presentazioneNon è nostra intenzione darvi in questo capitolo le regole d’oro da seguire per redigere un buon curriculum o una efficace lettera di presentazione. Se proprio volete indicazioni precise, ci sono ormai in libreria molti testi specializzati che potrete consultare. Una preghiera: non prendete mai tutto come oro colato, leggeteli sempre con una buona dose di spirito critico e interpretateli alla luce delle vostre esigenze.
    Quello però che ci sentiamo in dovere di fare è mettervi in guardia contro alcuni errori che molti prima di voi hanno commesso, per impedirvi di riprodurli.