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    May 19

    Un pò di chiarezza sui Co.Co.Pro.

    Ciao a tutti da diverse persone mi sono giunte richieste di informazioni riguardanti i "famigerati" Co.Co.Pro.
    La difficoltà maggiore è che la disinformazione attuale facilita le imprese e i datori di lavoro che tentano di "eludere" (come hanno sempre fatto) la legge per ovvi motivi di facilitazioni economiche, creando la categoria dei "nuovi operai del 2° millennio" gli operatori Call Center. Per cercare di fare un pò di chiarezza ed informazione aggiungo questo post tratto da Monster.

    Stabilizzazioni in vista per i co.co.pro.

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    Dagli enti locali 92 milioni di euro per incrementare la regolarizzazione di atipici e temporanei nelle aziende italiane


    Entro il 30 settembre le aziende possono regolarizzare i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, trasformandoli in contratti di lavoro subordinato e provvedendo alla loro stabilizzazione. È quanto stabilisce la legge 31/2008, alla quale il ministero del Lavoro e l’Inps hanno recentemente fatto seguire alcune circolari che forniscono le istruzioni per una corretta applicazione.

    Secondo la normativa, possono essere convertiti tutti i rapporti di collaborazione, anche a progetto. Pur senza condizionare l’autonomia contrattuale, la circolare del ministero individua come meritevoli di una maggiore considerazione e di una valutazione preferenziale gli accordi che prevedono la trasformazione in contratti di lavoro a tempo indeterminato full time e part time (ammissibili anche con prestazioni inferiori a 25 ore settimanali, purché non scendano sotto il limite minimo di 12 ore), a tempo determinato (non inferiori a 24 mesi) e in contratti di apprendistato. Restano, invece, esclusi i contratti di inserimento, che hanno una durata massima di 18 mesi.
    Possono accedere alla procedura di stabilizzazione anche i contratti di collaborazione già oggetto di accertamenti amministrativi o giurisdizionali, purché non sussistano provvedimenti o sentenze di natura definitiva.

    La trasformazione del contratto di collaborazione prevede che il datore di lavoro versi alla Gestione separata Inps, a titolo di contributo straordinario integrativo, una somma pari alla metà della quota di contribuzione a carico del committente per il periodo di vigenza del contratto di collaborazione.
    E per andare incontro alle esigenze economiche delle aziende che intendono regolarizzare i rapporti di collaborazione, scendono in campo anche le Regioni attraverso l’assegnazione di bonus a fondo perduto che oscillano, a seconda delle casse degli enti locali, tra i 4mila e i 15mila euro a singola trasformazione contrattuale. Entro il 2013 saranno almeno 92 i milioni di euro erogati dalle Regioni italiane per incentivare la stabilizzazione dei precari (anche a tempo determinato): 60 milioni arriveranno dal Fondo sociale europeo, mentre 34 sono già a disposizione di Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Umbria e Abruzzo, per le quali la lotta al precariato è una delle voci più significative della spesa locale.

    Martino Contaldi

    Redto sempre a disposizione per eventuali richieste e specifiche all'indirizzo di posta aschiavo@psicologodellavoro.it . Buona giornata a tutti!as