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February 17 Errori che possono rovinare il tuo CVCiao a tutti questo post fornisce preziosi consigli per evitare alcuni errori che possono sembrare banali ma che vi assicuro fanno perdere credibilità agli occhi di chi li legge. Utilissimo consiglio se spedite il Cv ad una azienda firmatelo sempre e non lasciate semplicemente il vostro nome stampato in calce, serve per personalizzare la vostra presentazione. Cercate sempre di cercare informazioni sull'azienda a cui state inviando il vostro Cv, per adattarlo al meglio. Investite sempre un pò più di tempo per preparare il tutto, controllate errori di ortografia e di impaginazione, non siate troppo prolissi ma nemmeno troppo concisi, prevedete sempre e-mail o cell dove poter essere contattati ed eventualmente l'orario (tenete presente che anche i responsabili di selezione hanno degli orari di lavoro!). Attendo vostre opinioni o domande!Ricordo che se volete ulteriori chiarimenti o state scrivendo il vostro Cv potete inviarmelo all' e-mail aschiavo@psicologodellavoro.it per eventuali modifiche o consigli!La maggior parte degli aspiranti ad un posto di lavoro realizzano i loro curriculum commettendo piccoli erroriAnche se a prima vista possono non essere visti, il responsabile della selezione del personale utilizzerà questi errori come scusa per eliminare il tuo CV. Ti spieghiamo gli errori più frequenti affinché tu possa tenerli presenti al momento di redigere il CV: Un curriculum deve adattarsi al destinatario Non dovrai disporre in ordine di importanza la tua esperienza lavorativa allo stesso modo se il CV è diretto ad un’agenzia pubblicitaria o a una caffetteria. Pertanto, non puoi elaborare un modello e farne cento fotocopie. Dedica un po’ più di tempo e pensa a quello che realmente può interessare l’impresa alla quale desideri mandare il CV. Fai in modo che la presentazione sia schematica I paragrafi lenti e lunghi annoiano il lettore e possono provocare la perdita di attenzione da parte del reclutatore. Sintesi Sintetizza al massimo tutte le informazioni in modo da non superare i tre fogli. È preferibile riassumere i dati in uno o due fogli. Revisione Controlla il testo tutte le volte che reputi necessarie e cerca di fare in modo che non ci sia nemmeno un errore ortografico né sintattico. Questi errori fanno una cattivissima impressione alla persona che legge. Linguaggio Utilizza vocaboli precisi ed un linguaggio chiaro, conciso e concreto. Non utilizzare parole troppo tecniche e ricercate che possono dare di te un’immagine petulante che non ti conviene. Selezione Elimina le informazioni irrilevanti. Per esempio, indicare che hai fatto la Scuola Media quando stai studiando una carriera universitaria è un’ovvietà. Immagine Elabora i curriculum al computer. Utilizza una buona carta e stampali con qualità. Alcuni responsabili di RRHH consigliano di usare fogli di colori diversi dal bianco perché è una forma di risaltare rispetto agli altri. Sincerità Non mentire, ma non citare informazioni che non ti favoriscono. Se il tuo curriculum viene selezionato, nel colloquio personale ti verrà chiesto soprattutto ciò che appare in esso. In questo caso, se hai incluso dati falsi, non è certo una buona cosa per te. Tuttavia, l’intervistatore non può chiederti nulla su qualcosa che ignora. Semplicità Non sovraccaricare il disegno del curriculum. Deve essere soprattutto un documento funzionale, pertanto preparalo nel modo più semplice possibile. Applica tutti questi consigli in modo generale nel curriculum. Ti raccomandiamo di dividere le informazioni nei classici paragrafi: dati personali, studi, esperienza, lingue e informatica e hobby. Per questo aspetto c’è una certa flessibilità, cioè, puoi aggiungere qualche paragrafo se disponi di informazioni estese. Generalmente è nella parte relativa all’”esperienza” che si commette la maggior parte degli errori. Ti annotiamo quelli più comuni per non cadere in essi. Ordine Non ordinare i posti di lavoro che hai occupato cronologicamente ma in ordine di importanza. Evita di menzionare lavori che non hanno nessun significato per il profilo per il quale hai inviato il curriculum. Tieni presente che ci sono lavori che, anche se non hanno direttamente nulla a che vedere, richiedono persone con qualità simili. Per esempio, sia per una commessa che un/a rappresentante è importante il rapporto con il cliente e l’esperienza in vendita. Logica Non lasciare spazi bui nella tua biografia. Fai in modo cioè che non ci siano periodi in bianco ingiustificati. È sicuro che se arrivi al colloquio ti domanderanno il perché di questo tempo di vuoto. Cerca di non focalizzarti sugli incarichi ma fallo sui risultati dei progetti che hai svolto (se sono positivi). February 05 Il tuo Curriculum VitaeQuesto primo post suggerisce quali informazioni potrebbero essere più importati e utili ai fini di una selezione da inserire in un CV. Alcuni suggerimenti sono a mio avviso interessanti, su altri si potrebbe discutere.Quali informazioni sono utili per il tuo CV?Presto o tardi arriva il momento di mettersi davanti allo schermo del computer per scrivere quello che tutti ti hanno detto che si chiama curriculum Nella maggior parte dei casi, persone che, come te, redigono il loro primo CV non sanno qual è l’obiettivo di questo documento e, pertanto, si limitano a scrivere quello che tutti hanno detto loro che deve essere presente in questa pagina e mezza di testo. A cosa ti servirà il curriculum? Per venderti, per comunicare a chi lo legge che sei la persona di cui ha bisogno in un determinato posto della sua azienda. Ciò significa che ogni CV ha un destinatario concreto, ed ogni destinatario ha delle necessità diverse da qualsiasi altro. Per ora concentriamoci sugli aspetti generali, su quei dati che sempre sono interessanti per qualsiasi reclutatore. Informazioni personali come il tuo nome, la tua età o il modo più rapido per trovarti sono di obbligata presenza. Ora pensiamo al resto dei dati. Ti proponiamo di mantenere una struttura classica per presentare i dati. Questa, fondamentalmente, è composta da cinque parti che sono collocate nel modo seguente: Studi, Esperienza lavorativa, Lingue, Conoscenze Informatiche e Hobby. Puoi cambiare l’ordine dei fattori se credi, per esempio, che la tua esperienza è più importante dei tuoi studi. Questa decisione dipenderà dalle informazioni che hai dell’impresa e dall’importanza che pensi abbiano i tuoi studi per ottenere un lavoro. Quando descrivi gli studi che hai realizzato, colloca in primo luogo quelli che hanno una relazione diretta con il lavoro che desideri ottenere. Anche se hai studiato X con il migliore dei risultati, se vuoi arrivare a Z ma nessuno degli studi che hai effettuato ha relazione con questo lavoro, omettili e collocali dopo qualsiasi corso che ti avvicina al posto che vuoi ottenere. Nella parte relativa all’esperienza lavorativa togliti dalla testa l’idea di parlare del lavoro che hai fatto in estate dieci anni fa e che non ha assolutamente niente a che vedere con Z. Se vuoi essere informatico, non è consigliabile sprecare spazio spiegando che hai fatto la baby-sitter un’infinità di tempo fa. Con le conoscenze informatiche succede qualcosa di simile. Conviene concentrarsi sugli strumenti che ti saranno più utili per il lavoro al quale aspiri. Ma questo non vuol dire che un disegnatore cancelli da questa lista il WordPerfect. L’ultima parte, quella dedicata agli hobby, normalmente è la meno curata di questa lista mentre è importante come qualsiasi altro paragrafo del curriculum. Qui hai l’opportunità di dimostrare che sei un creativo, che hai capacità di decisione, che ti piace innovare o che sai lavorare in gruppo, per citare alcuni degli aspetti personali che possono interessare un reclutatore. Dopo aver redatto il curriculum, cerca qualche professionista del settore affinché ti scopra i suoi punti deboli. Anche se l’opinione di amici e familiari è sempre importante, non saranno loro a contrattarti. Se dopo aver letto ciò che hai scritto il professionista non dubita ad offrirti il posto, significa che hai fatto un buon lavoro. Perchè questo blog?
Dalla mia esperienza ho potuto constatare che l'approccio al mondo del lavoro, sia da parte di neo-diplomati o neo-laureati, sia da partedi chi nel mondo del lavoro già c'è ma vorrebbe ricollocarsi in una posizione differente, crea sempre parecchie difficoltà. Saper scrivere un buon Curriculum Vitae o sostenere un buon colloquio, sono ostacoli con cui tutti prima o poi ci si deve "scontrare", ma il modo migliore per farlo resta un'incognita. Esistono molti siti in cui chi meglio o chi peggio, riesce a dare suggerimenti, consigli, dritte (come vestirsi per presentarsi ad un colloquio, cosa omettere nel CV, come evadere le domande del selezionatore), ma hanno tutti la particolarità di essere molto generici e non essere aperti alle eventualità. Può succedere allora che ad un colloquio ti facciano una domanda a cui non eri preparato, e non sai come rispondere! Cosa fai? La soluzione è l'improvvisazione, spesso inefficace, grossolana, inconcludente. Questo blog nasce come contatto diretto tra i candidati chi effettivamente sostiene i colloqui e legge i CV, per avere una risposta puntuale e dettagliata sul proprio profilo e carattere che è unico e distinto da tutti gli altri, e a cui non tutti i suggerimenti generici possono andare bene. L'idea è che il blog prenda forma da un articolo di giornale, un vostro intervento, una domanda e sia aperto alle discussioni, sul tema del lavoro. Possono partecipare tutti, dal neo diplomato (o non ancora diplomato) o neo laureato, alla ricerca del sospirato "primo impiego", a chi nel mondo del lavoro c'è già ma vorrebbe ricollocarsi in una posizione migliore. I temi sono a carattere generale dalla sentita Legge Biagi, alla terribile riforma per il TFR, dai Co.Co.Pro. ai (beati loro!) T.I. (tempi indeterminati), buste paga, contrattualistica etc. Ci saranno dei siti suggeriti per la ricerca di lavoro, test per autovalutarsi e una bibliografia sul tema Lavoro. Sono disponibile anche con una mail diretta aschiavo@psicologodellavoro.it a fornire consulenze sul proprio CV, come scriverlo e/o impostarlo e come inviarlo, come prepararsi ad un colloquio "tecnico" o "conoscitivo", come affrontare le domande che creano perplessità e difficoltà.
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